Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare anche questo rischio e di adottare tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie. Tra queste rientrano, ad esempio:
? la disponibilità di acqua potabile fresca in quantità sufficiente;
? l'organizzazione di pause e tempi di recupero;
? la predisposizione di aree ombreggiate o ambienti climatizzati ove possibile;
⏰ la rimodulazione degli orari di lavoro per limitare l'esposizione nelle ore più calde.
? In Veneto, inoltre, è in vigore l'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 58 del 16 giugno 2026, che vieta, nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all'aperto e nelle cave, lo svolgimento delle attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16:00, nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio "ALTO".
Il provvedimento resterà efficace fino al 31 agosto 2026.
Lo stress termico non è solo un problema di comfort: è un rischio professionale che deve essere valutato e gestito attraverso un'adeguata organizzazione del lavoro e specifiche misure di prevenzione.
La tutela della salute dei lavoratori passa anche dalla corretta gestione delle alte temperature.
